(W+D-d) x T^Q / M x Na
La mia coinquilina vuole cambiare casa; l’altro mi ha sfondato la persiana dall’esterno; l’altro meglio non parlarne; ogni giorno penso a quanto sia costoso stare qui e al fatto che sono studi senza sbocco lavorativo, un investimento perduto.
Da quando sono a Roma non ho trovato una sola persona che mi parlasse bene della propria esperienza; i corsi sono pochi e a lezione siamo in 4, la docente critica con flemma ogni cosa che diciamo, spesso ci guardiamo in faccia o ipotizziamo cose senza senso o senza entusiasmo e io guardo oltre la vetrata. Vado a studiare nella biblioteca di un’altra facoltà per sentirmi parte di qualcosa di più intelligente o anche solo per non stare nell’ambiente del mio dipartimento, gente con dei cucchiai ripiegati al polso a uso bracciali.
Ho dei problemi con l’immatricolazione e mi sento giustificata a ripensarci; quello che studio è un passatempo, non è produzione ma è riflessione, è un hobby, non è utile per nessuno.
Sento la mancanza di casa ma allo stesso tempo non reggo più l’oppressione mentale che hanno su di me alcune persone e il sentirmi in dovere di dare conto delle cose che faccio.
Sul comodino ho due pacchetti di biscotti che stanno per scadere e mi sforzo a mangiarli in fretta; da un altro lato sono stanca del regime alimentare sano che tento di seguire e vorrei sfondarmi in un fast-food senza sensi di colpa.
Sono le 16 e la giornata mi sembra già giunta a conclusione.
Sto finendo Fahrenheit 451 e non so se mi ha fatto bene o male