scomparsa, assenza, morte presunta, caso di ritorno di morto presunto, minorenne emancipato che abbia contratto matrimonio a 16 anni; quanto LOL contiene il codice civile.
scomparsa, assenza, morte presunta, caso di ritorno di morto presunto, minorenne emancipato che abbia contratto matrimonio a 16 anni; quanto LOL contiene il codice civile.
è troppo alto il barattolo e non riesco a prendere la Nutella dal fondo
no, vai, vai, impugna bene il coltello e vai di punta sul laterale
LOAL
e se non conoscete FFFFFFFFUUUUUUUUUU, rimediate.
OH.MY.GOD.
I could die right now, thanks.
(via felson)
Siccome la maggior parte delle volte che racconto cose strane successe a Napoli esse sono ambientate in autobus o tram, tutti si chiedono come mai prendo spesso i mezzi: non è vero che prendo spesso i mezzi. Un racconto che non è avvenuto su un mezzo quasi non puo’ esistere, perché in strada tutti vanno di fretta nelle ore di punta e i momenti di stasi sussistono solo a 4 ruote. La qualità del racconto dipende proprio dal fatto che è ambientato in un mezzo, e la quantità di cose di raccontare aumenta ogni giorno.
Come quella volta che i due ragazzini hanno chiesto ad un signore di Padova se era inglese e se a Padova si fanno i Gigli; o quella volta che si stava stretti senza spazio e ad ogni frenata c’era qualcuno che bestemmiava; o quella volta che due coppie di ragazze si sono insultate attirando l’attenzione di tutta la strada perché le prime non avevano lasciato abbastanza spazio per far scendere le seconde; o quella volta che un signore anziano parlando con me ha tirato in ballo il suo status di ex militare, gli immigrati, la TBC che portano gli immigrati, l’ospizio, il vescovo pensionato che riceveva più frutta di tutti a pranzo nell’ospizio, e la traversata del deserto negli anni 70; o quella volta che il nemico/controllore ha scatenato le lamentele di una signora sul guasto della macchinetta per obliterare (= non devo pagare la multa) e di una vecchia che ha cacciato un biglietto scaduto e senza mai guardare in faccia al controllore -ma fissando arcignamente il vuoto di fronte a sé dopo aver fatto finta di cercare un documento nella borsa per guadagnare tempo- diceva che già in mattinata aveva fatto il biglietto, uno bastava e avanzava (= non devo pagare la multa).
Siccome io quando mi hanno preso con le mani nella marmellata di disonestà (3 volte) ho sempre pagato le multe, per poi convertirmi ad un abbonamento annuale, ora scuoto la testa e trovo tutto a metà tra il triste e il divertente.
—Valentina su questa foto nella fanpage PIZZA di fbè troppo un pastocchio, dovrebbero denunciare come spam sto qui che ha uppato sta merda
halloween girl
(non è un caso che i Ghosts on The Radio, gruppo sconosciuto e anche un po’ ignobile, abbiano messo su youtube il giorno di Halloween l’unica canzone bella risalente a diversi anni fa che ha appunto questo titolo)

Kings of Convenience all’Auditorium Conciliazione, Roma.
Non so altrove, ma qui il pubblico dei Kings of Convenience è composto da casi umani, gente norvegese, e gente di mezza età. Riguardo i primi, abbiamo avuto una specie di pupazzetto del moto perpetuo davanti a noi (un ragazzo che si dondolava avanti e indietro continuamente e con agitazione)(ascoltando una vecchia radio)(probabilmente una partita)(durante un concerto)(per tutto il tempo)(e controllando parecchie bollette di gioco)(non Superenalotto) accompagnato da Peter Griffin versione umana. Oltre il fantastico duo, da segnalare qualche Laura Scimone; qualche hipster isolato; un ragazzo che ad un certo punto è rotolato per le scale; e un ragazzo mod a braccetto con la nonna dai capelli biondo platino.
Abbiamo fatto conoscenza con una tipa di Catania che stava a soldi (perché tornava a casa in aereo e sosteneva l’uso dei taxi) ma anche a tristezza (per andare da sola ad un concerto)(e per aver detto che Erlend Øye è inguardabile).
Punto 1. amo Erlend Øye, non perché sia l’uomo della mia vita (non disprezzerei comunque), o perché sostengo il rutilismo, ma perché se fossi maschio sarei come lui. Possibilmente e sicuramente meno magro.
2. vorrei (tanto) vedere i Whitest Boy Alive
3. Erlend > Eirik
3.1 un tipo alla mia sinistra ha urlato nel silenzio “daje roscio”
4. chiamerei un mio figlio Erlend
4.1 mi piacerebbe fare un figlio con Erlend
L’ultimo album dei KOC non mi dice molto, fatta eccezione per due o tre canzoni che ovviamente hanno cantato sul finale con i pezzi obbligatori (mica tanto: niente Failure, Toxic Girl, Cayman Island) quando magicamente il sonno è andato via, la gente si è avvicinata al palco, ed è iniziata l’animazione da battiti di mani perché erano tutti scarsi e non sapevano i testi.
Sul resto della vita a Furio Camillo, che io vivo di riflesso attraverso gli occhi da castoro di Maria che si è trasferita in capitale, penso che Napoli sia migliore solo per il metodo del biglietto mezzi pubblici. Mi piace fare la turista che vuole farsi portare a vedere le zone per turisti anche se già le ha viste e non mi piace che la gente sprechi le possibilità di vincita delle carte Uno sui tavoli del Mac Donald’s.
-nuclei familiari di tre persone in fila alla biglietteria della stazione dove l’uomo occhi socchiusi mastica gomma con le mani in tasca, bambina schiamazza e la donna impiega numero 10 minuti 10 per chiedere informazioni/tipologia/lusso dei vagoni/prezzi/durate con voce stridula bloccando la fila
-ragazzo al corso di storia del teatro che interviene di continuo pensando di fare il tono da simpaticone napoletano amicone con un professore troppo paziente e con ogni probabilità lombardo: “è un cliché anche o personaggio, cioè, dicimm’ accussì, d’o malamènt”
FACEPALM
-ragazzi con presunte velleità recitative allo stesso corso di storia del teatro che credono di ostentarle facendo puntualmente domande inutili ed osservazioni non richieste
My Top 5 Artists (Week Ending 2009-10-25)
Imported from Last.fm Tumblr by JoeLaz
Past midnight. Never knew such silence. The earth might be uninhabited.
Here I end—
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Past midnight. Never knew—
|<
►
—gooseberries, she said. I said again I thought it was hopeless and no good going on, and she agreed, without opening her eyes.
I asked her to look at me and after a few moments
< <
►
after a few moments she did, but the eyes just slits, because of the glare. I bent over her to get them in the shadow and they opened.
Let me in.
We drifted in among the flags and stuck. The way they went down, sighing, before the stem!
I lay down across her with my face in her breasts and my hand on her. We lay there without moving. But under us all moved, and moved us, gently, up and down, and from side to side.
Past midnight. Never knew such silence. The earth might be uninhabited.
Here I end this reel. Box three, spool five.
Perhaps my best years are gone. When there was a chance of happiness. But I wouldn’t want them back. Not with the fire in me now. No, I wouldn’t want them back.

L’Ultimo Nastro di Krapp (S. Beckett, regia di Bob Bobiiina Wilson)
E’ tutto azzurro e piove e il protagonista con i calzini rossi ascolta in silenzio le sue registrazioni di 30 anni prima, avvolgendo e riavvolgendo. E’ come rileggere le stronzate del mio vecchio blog e pensare WTF. So che uno dei miei professori era alla prima e si è commosso sul finale.

panda rosa mi fu regalato dai nonni ed ha vissuto con me per 20 anni (ne ho quasi due in più). L’ho dato via, destinazione missionari, assieme a quello che per non so quanto è stato il mio jeans preferito e vari altri vestiti.
Panda rosa stava accanto al mio letto, sul soppalco e teneva soffocato sotto le braccia un Tigro (Winnie the Pooh) che ora vorrei nascondere da qualche parte. Non odio Tigro; ma niente che sia targato Winnie the Pooh deve stare nella mia stanza.
Panda rosa si era afflosciato e veniva meno nelle cuciture, raccoglieva polvere e il suo sguardo malinconico aveva visto troppe cose.
Addio panda rosa
ma sarà aperto il MacDonald's a quest'ora?
non lo so ma a GTA i fast food non chiudono mai